Articoli con tag GNU/linux

RMS “intervista”

Una bella intervista a Richard M Stallman

PRIVACY Prigionieri della rete

Per Richard Stallman, guru del software libero, condividere se stessi su social network, motori di ricerca e tablet è infilarsi volontariamente in una galera dorata, senza sbarre ma totale
Se Pico della Mirandola avesse conosciuto Richard Stallman, oltre alla libertà tra scegliere di essere angeli o bruti, probabilmente avrebbe aggiunto una terza opzione: usare il software libero. Per Richard Stallman, fondatore della Free Software Foundation e padre di GNU, che insieme al kernel Linux forma GNU-Linux, è l’unica scelta etica, l’unica che ti rende libero da quella che chiama «colonizzazione digitale». Con Stallman non parlate di open source (tradotto in italiano codice sorgente aperto), un’espressione che detesta da quando fu proposta da Christine Peterson presidente di un’azienda specializzata in nanotecnologie, ufficializzata da Eric S. Raymond al lancio di Mozilla e adottata da una parte del mondo hacker (sull’argomento Codice libero – Richard Stallman e la crociata per il software libero di Sam Williams). Stallman ormai è un globe trotter per la libertà digitale, catechizza gli utenti, convince i governi ad adottare piattaforme libere. A breve potrebbe farlo anche il comune di Genova e infatti abbiamo intervistato Stallman dopo una conferenza a palazzo Tursi organizzata dalla Lista Doria e da Lanterna digitale libera (LDL). Qualsiasi domanda gli poniate, preparatevi ad essere redarguiti se lui non è d’accordo. Irascibile, schietto, tranchant. Stallman è così. Prendere o lasciare.
Trent’anni di battaglie per la libertà di utilizzo di software libero. Trent’anni contro il controllo dei software privato sui computer degli utenti. Ne è fiero?
Sono soddisfatto di quello che ho fatto della mia vita. Ma non abbiamo ancora vinto. Non è questione di conquiste personali. Ci sono problemi oggettivi che cerchiamo ancora di correggere. Anche se abbiamo fatto molta strada, ne manca ancora tanta per eliminare i software proprietari.
Non pensa che la crisi economica possa convincere le amministrazioni pubbliche, anche per ragioni di budget, ad adottare il software libero?
Non ne ho idea. Non so quali mutamenti porterà la crisi. E poi questa non è una questione economica. È qualcosa di più importante: è una questione di libertà. Magari Genova deciderà di adottare il software libero. Ma i proprietari di software hanno molti soldi e li usano per essere sempre più influenti. Ad esempio Microsoft o Apple dicono: apriamo un centro di ricerca nella vostra regione e spendiamo milioni di euro ogni anno. Possono comprare in questo modo parecchie amministrazioni. Tanti governi hanno un’idea così debole della loro missione che se arriva uno che offre soldi e investimenti, gli fanno fare quello che vuole. Nel 2005, quando la Ue stava pensando a una direttiva per permettere i brevetti dei software, la Danimarca era contro. La Microsoft ha comprato una piccola compagnia informatica danese con 3-4 mila dipendenti, ha mandato una lettera al primo ministro dicendo che avrebbero chiuso la compagnia se il paese non appoggiava la direttiva. E così è stato. Invece ogni volta che un’amministrazione pubblica rinuncia ad usare un software libero, diventa attaccabile e viene meno ai suoi doveri verso i cittadini perché rinuncia alla sua sovranità digitale. Basta pensare agli aerei israeliani che scomparirono dai radar dei servizi siriani quando fu attaccata la centrale nucleare perché – sono gli ufficiali del Pentagono a dirlo – probabilmente Israele inserì delle backdoor nel software dei radar siriani. Oppure pensiamo agli attacchi Usa ai computer venezuelani nel 2003 quando il governo di Chavez decise di nazionalizzare la compagnia petrolifera.
Pensa che la rivoluzione digitale possa partire dal basso? E da dove si inizia?
Penso che si debba partire dalle scuole. Le scuole dovrebbero insegnare solo su software libero per educare la gente alla libertà, alla collaborazione e alla condivisione dei saperi. La questione non è rendere l’educazione migliore, ma scegliere tra un buon sistema scolastico o un cattivo sistema scolastico. La scuola non dovrebbe insegnare la dipendenza ma lo sviluppo delle capacità e dell’energia. Quindi dovrebbero diplomare persone in grado di usare software liberi per creare una società libera. Ma ci sono aziende come Microsoft che regalano copie dei loro software alle scuole. Fanno come gli spacciatori che all’inizio regalano una dose. E creano dei dipendenti. Le scuole dovrebbero rifiutare. Le università anche, a partire dal Politecnico di Torino dove grazie all’attuale rettore Gigli e all’avvallo del rettore precedente Profumo (l’attuale ministro) c’è persino un centro Microsoft. Per non parlare del fatto che se ci sono degli studenti che hanno doti da programmatore saranno frustrati. Come impari a scrivere un codice di un programma piuttosto complesso? Apportando qualche modifica a un programma già esistente e questo lo puoi fare solo con un free software.
Lei parla di sistema colonizzato e colonizzazione digitale. Che cosa intende?
Un sistema coloniale tiene i colonizzati divisi e impotenti. Così i software proprietari mantengono i fruitori impotenti. Un sistema coloniale deindustrializza, di solito, i popoli che controlla. Il software privativo ti rende incapace di qualsiasi modifica, in pratica sei blindato in quello che è stato deciso dall’alto per te. Non è un paese che viene colonizzato in questo caso, è una società, ma penso che ci siano delle somiglianze. Per questo parlo di «sistema coloniale».
Gli utilizzatori dei software proprietari non sempre sono consci di essere spiati. Lei ha raccolto le prove secondo cui dietro ai software proprietari si nasconde una vasta operazione di controllo. Ci racconti un po’ che cosa sono le malicious features, le funzionalità malevole. Che cosa succede esattamente nei computer?
Windows ad esempio ha almeno due sistemi di sorveglianza. Qualcuno ha scoperto che ogni volta che cerca qualcosa nei suoi file in Windows, il suo firewall riporta un messaggio a qualcuno. Probabilmente ne ricavano che cosa stai cercando. Un’altra cosa che so è che in qualche versione di Windows quando fai gli aggiornamenti, mandano alla Microsoft la lista di tutti programmi che hai installato. Alla fine degli anni Novanta questo era fatto apertamente, ci furono molte critiche, la Microsoft allora tolse il dispositivo, ma poi lo rimise di nascosto qualche anno dopo. Qualcuno lo ha scoperto e c’è voluta una certa perizia perché i dati vengono inviati criptati e se guardi il traffico di rete non vedi che cosa viene mandato. Ma qualcuno ha trovato il sistema per entrare nei codici usando una funzione di callback e ha guardato i suoi dati prima che fossero criptati e spediti via Internet e così ha visto che c’era la lista dei programmi che aveva installato.
In pratica possono sapere tutto?
Possono. Ma la questione è più complicata. Prima di tutto non abbiamo la lista completa delle spy features, potrebbero essercene di più. Ad ogni modo, le manette digitali le possiamo vedere. Il sistema non ti permette di fare un certo lavoro quindi è disegnato per non permetterti di farlo. L’hardware di quasi tutti i pc oggi è malevolo. I dati vengono mandati dal processore al monitor criptati. E, come succede nei moderni videoregistratori, è impossibile collegare un videoregistratore a un computer e registrare un film che stai guardando. Windows è colpevole perché decide per te. Poi in Windows ci sono due backdoor: una è stata disegnata per la polizia e i servizi segreti di quaranta paesi. Ma ce l’hanno anche i criminali. Grazie ad uno speciale programma è possibile realizzare una memoria Usb che quando viene inserita in una macchina Windows ne prende il controllo. Quindi è disegnata per ingannarti. Ad esempio ha anche una funzione per togliere la cifratura.
Che cosa usa lei? Come paga i conti?
Uso un piccolo portatile con free software. Niente tablet, grazie. Non pago con carte di credito. Non uso l’e-banking. Ovviamente la mia banca conosce le mie transazioni ma non uso mai Internet per questo. Poi non voglio che la banca sappia che cosa compro e quindi pago con i contanti. Se devo pagare una visita medica, so che c’è un sistema di sorveglianza praticamente orribile. Ma a parte qualche caso in cui non ho scelta, evito di pagare con qualsiasi sistema. Non sopporto lo spionaggio dello stato sui cittadini. Penso sia un attacco alla democrazia. Sono i governi che ci sorvegliano. Quello che è successo a Genova nel 2001 è una delle prove. Ma torniamo alle backdoor, voi giornalisti avete la cattiva abitudine di saltare da un argomento all’altro. Quando Windows ti chiede di fare un aggiornamento, la Microsoft può installare dei cambiamenti anche se tu dici di no. In pratica possono prendere il controllo totale della macchina. Ho tutte le prove. Una delle backdoor è gestita dal programma Cofee. Anche il Mac ha le manette digitali e gli iCosi (così Stallman chiama iPhone e iPad perché «sono dei mostri», ndr). Per sbloccare gli iCosi bisogna fare un jail break, un’evasione, perché gli iCosi sono progettati come delle prigioni. Quindi non li compro perché non voglio stare in galera. Apple per altro ha ammesso di avere delle backdoor che possono essere installate da remoto. Flash Player ha una funzione di sorveglianza che si chiama «super cookie» che traccia i siti e poi ci sono anche lì le manette digitali. Senza contare l’esempio di Amazon Kindle swindle (qui Stallman gioca con le parole perché swindle vuol dire truffa, ndr) progettato per togliere ai lettori la tradizionale libertà di lettura, cancellando da remoto i libri sul tuo computer.
Non pensa che i giovani, grazie anche all’utilizzo diffuso dei social network, siano meno consci del valore della libertà e della privacy, rispetto a generazioni precedenti?
È una domanda cretina. È come chiedere se gli italiani sono felici o no. Non accetto le generalizzazioni. E poi penso non sia vero. I giovani sono consci dei problemi sulla privacy. Questo non vuol dire che ne colgano i dettagli o sappiano come difendersi ma almeno ci pensano. Certo non ci pensano come ci penso io. Io dico che non uso queste cose. Punto.
È tra i promotori della campagna: Non mi trovi su Facebook (Fb). Perché?
È un sistema di sorveglianza. E io non voglio essere controllato. In pratica invitano la gente ad essere codarda e dire: lo so che mi spiano, ma non posso resistere. Invece di dire è male, non voglio toccarlo. Sostenere che chi non c’è vive fuori dal mondo, è una balla. Io non ci sono e riesco ad essere influente. L’unico inconveniente è la pressione sociale incredibile per convincerti ad usare Fb. Ma praticare lo sforzo di non essere sui social network ti rende più forte nel resistere alla pressione sociale in futuro. Ogni sistema di comunicazione che chiede alla gente il suo vero nome non è buono. Magari non lo pubblicano ma insistono per averlo e quindi anche il «Grande fratello» può averlo. Comunque non vanno neppure usati i multiservice della stessa compagnia perché abbinano le ricerche sul web con la tua mail, il tuo nome e quindi acquisiscono informazioni sensibili. Ci sono sistemi per usare Google senza essere spiati ma se ti connetti con un account gmail sanno chi sei. La società dovrebbe combattere tutti i servizi che chiedono il vero nome agli utenti. Quindi io non li uso. Mantenere la mia privacy è una causa importante e non ci rinuncio. Quanto a usare Fb per promuovere qualche buona iniziativa, questo promuove comunque Fb. La Free Software Foundation dice che se metti delle pagine su Fb che ci supportano siamo contenti ma noi non abbiamo nessuna pagina Fb e non ne incoraggiamo l’uso. Molto meglio mettere a disposizione parte dei tuoi dati sul tuo server per alcune persone che lo vogliono e che tu decidi. E con quel dispositivo comunicare. Fb presenta molti rischi: ad esempio possono licenziarti se hai una crisi depressiva o t’ammali.
Lei non usa neppure i cellulari…
Certo. Sono dei dispositivi di sorveglianza, in pratica trasmettono la posizione geografica e funzionano come registratori. Tramite un cellulare o un palmare possono fare quello che vogliono a tua insaputa. Le rivoluzioni tecnologiche possono essere un’opportunità per attaccare i nostri diritti. Per questo ho paura delle innovazioni tecnologiche: possono essere buone di per sé ma possono essere usate dalle compagnie che vogliono acquisire nuovi poteri su di noi e quindi progettano un nuovo dispositivo per attaccare i nostri diritti. Di recente volevo comprare una radio satellitare ma ci ho rinunciato dopo aver scoperto che avrei dovuto avere un account e pagare il servizio.
Ma qualcuno può dire: che diavolo se ne fanno con tutti questi dati…
Beh con un dissidente politico è chiaro che ne fanno. Dissidente politico e terrorista sono la stessa cosa. Quindi se organizzi una manifestazione e non vuoi che la sabotino o che facciano degli arresti di massa prima del corteo, è meglio che tu non tenga un cellulare nelle assemblee oppure togli la batteria. Adesso lo fanno anche i manager.
p.s. Alla fine della conferenza Stallman mi consegna il suo biglietto da visita, scritto come un annuncio personale: «Per condividere buoni libri, cibo sano, musica esotica e danza, teneri abbracci, insolito senso dello humour».

, ,

Nessun commento

Linux Day 2012

Sabato prossimo 27 ottobre a
Firenze per le manifestazioni in tutta Italia qua:
www.linuxday.it

:-) :-) :-) :-)
;-)

, , ,

Nessun commento

Linux Day 2012

Un mese al Linux Day 2012

:-) :-)

, , ,

Nessun commento

CCC de’ noartri

Quasi quasi ci vado


;-)

, , , ,

Nessun commento

Politica


:-) ;-)

, , , , , ,

Nessun commento

Mi sono aggiornato ma…..

Sono passato dalla versione 10.04 LTS Ubuntu alla 12.04 LTS, mi è cambiato un pò la visione del desktop comunque a parte qualche partenza sbagliata. funziona.

;-)

, ,

Nessun commento

Bounce di un vecchio articolo, ma proprio vecchio

Un articolo di tanti mesi fada questo sito, mi piaceva l’ho postato adesso.

Richard Stallam, Steve Jobs e il movimento

Inserito da admin on October 11, 2011

Steve Jobs è morto, il 5 Ottobre. Il giorno seguente, Richard Stallman ha pubblicato un post, che non sto a riprendere perchè tutti lo conoscono molto bene, ha già fatto il giro del mondo.

Girando il mondo ha suscitato un dibattito enorme; c’è chi dice che RMS, pur avendo ragione, è stato privo di tatto, altri che è invidioso, altri ancora sono arrivati a ritenere il suo intervento fuori luogo e causi problemi a tutto il movimento, chiedendosi addirittura se il movimento non abbia bisogno di una nuova voce.

In questa breve analisi, vorrei spiegare perchè sono dalla parte di Stallman (ma non a spada tratta) e perchè, anzi, penso che sia stato fin troppo buono.

Per prima cosa è doveroso stendere un velo pietoso su alcune notizie, alcuni giornali si sono arrogati il diritto di mettere in bocca a RMS cose mai dette, arrivando a stravolgere le cose; avendolo fatto i giornali, potete immaginare con quanta facilità l’hanno ripresa i detrattori di RMS. Vi giuro che ho persino visto un maldestro tentativo di “metodo Boffo”, tipo “Stallman a casa ha il Mac ma non lo dice in giro!”.

Lasciando da parte la doverosa solidarietà, credo che ciò che ha scritto, si sia dimostrato una spanna avanti a tutti, con il coraggio di andare controcorrente e senza l’ipocrisia che prende un po’ tutti quando qualcuno muore. È sicuramente un triste evento, ma di per se non cambia quello che è stata una persona. Non è questione di tatto, è questione di onestà intellettuale.

Nella mia (personale ed opinabile, non voglio convincere nessuno) lettura della questione, occorre inquadrare le due figure, Jobs e Stallman.

I due non erano “amici” da già molto tempo, se mai possa esserci stata stima fra i due un qualche giorno remoto; l’approccio, non tanto al business dell’informatica, quanto al vivere l’informatica stessa, come approccio sociale nel rapportarsi col resto del mondo, era diametralmente opposto, l’uno ne ha sempre imposto le visioni dall’alto, prettamente commerciale, volto a “fidelizzare” le persone, quasi ad indottrinarle (clienti e dipendenti), a legarle alla loro condizione di “sudditi” in eterno, mentre l’altro ha dedicato la propria esistenza alla difesa delle libertà di chi utilizza un computer (senza se e senza ma), all’incoraggiamento alla cooperazione e all’indipendenza.

Due persone così, non possono che essere l’uno la nemesi dell’altro.

Consideriamo poi la posizione, il primo CEO, founder, vera e propria icona di uno stile di vita, l’altro Guru e fondatore del movimento del software libero, punto di riferimento (in positivo o in negativo) per una moltitudine di persone diverse e disparate, attivista non solo informatico.

Ora, non so voi, ma io da “buon attivista”, se mi capita di poter attirare l’attenzione alla mia causa, o di gettar luce su “una porcheria”, lo faccio eccome.
Tant’è che, vedendo il fiume di post relativi alla morte di Steve Jobs, sui vari social network, mi son sentito quasi in dovere di fare qualcosa, tanta disinformazione non poteva passarmi davanti impunemente.

Allora ho pensato di comporre una nota da far girare, sui commenti di tutti quelli che postavano un video o una frase o che mettevano la foto di Jobs, di chi lo idolatrava come genio o come nuovo “Leonardo”… diciamo la verità, ho rotto le balle a un sacco di gente.

Però non a tutti, anzi a dire il vero pochi sono stati infastiditi dalla mia nota, mediamente fanboy della mela senza speranza, alcuni hanno voluto sapere di più. Altri ne han saputo di più ugualmente, anche se non avrebbero voluto.

Altri attivisti hanno fatto lo stesso ed ora qualcuno in più è informato, sa come si comportano certe multinazionali (in questo caso, specificatamente la Apple). Sanno che i bambini vengono schiavizzati in Congo per la produzione dei loro chip, sanno che in Cina gli operai delle fabbriche che producono i loro apparati si suicidano per le condizioni di lavoro e la vita alienante, sanno che sono dei grandissimi inquinatori nel terzo mondo. Ecco perchè ritengo che Stallman sia stato troppo buono; c’era molto di peggio da dire su Jobs!

Comunque, volete che a Stallman non sia venuta in mente la stessa idea? Ok, forse no… non voglio dire che RMS ha fatto questo ragionamento, ma solo che, se l’avesse fatto, l’approverei eccome, da attivista del movimento.

Grazie a quel suo post molti giornali, anche italiani, ne parlano e nei commenti salta fuori qualunque cosa, il dibattito è fervente, e fra quel qualunque cosa, alcuni scoprono cos’è il software libero, chi è Stallman e così via, alcuni proveranno GNU/Linux, altri forse no. Altri ancora continueranno ad usarlo nonostante questo episodio; C’est la vie… non sarà questo episodio a far abbandonare GNU/Linux a chi già lo usa.

Insomma, che se ne parli bene o che se ne parli male, purchè se ne parli? Pare funzionare, anche perchè io non so voi, ma non ricordo che in passato Stallman avesse avuto un’ “audience” così alta in Italia, e non parlo dei blog o testate specialistiche, ma della stampa nazionale!

Il movimento ha quindi bisogno di un’altra voce? una parte della comunità si interroga da un po’, in effetti.

Forse, senza nulla voler togliere a Stallman, sarebbe ora che il movimento si rinnovasse un po’ dopo 28 anni, anche solo per affievolire quell’aurea da “mistico” da seguire (non facciamo finta di nulla, anche per “noi” Stallman è molte volte un’icona, un po’ come lo era Jobs per i fanboy apple), chissà che il movimento non riesca ad aumentare l’autodeterminazione di se stesso, chissà che non sia il momento adatto per del riciclo generazionale. Percarità, non fraintedetemi, non sono per nessun ammorbidimento, per nessuno sconto (per capirci, non sto parlando di OpenSource); sono anzi per un movimento più aperto su fronti diversi, per essere più forti nel fronteggiare i pericoli e per ottenere maggiori vittorie

In parole povere, quel che mi auguro è che se ricapitasse un simile triste evento (non vi dico chi mi sto immaginando), spero che il comunicato “della voce del movimento” sia qualcosa tipo: “non sono felice perchè è morto, ma sono felice che se ne sia andato, perchè ha avuto un’influenza maligna sul mondo del computing, perchè ha costruito il suo impero sulla pelle dei più deboli, dai bambini congolesi, a gli operai cinesi e taiwanesi, alle altre popolazioni del terzo mondo. Questa sua benedizione mediatica è uno schiaffo in faccia a tutte le sue vittime e noi la ripudiamo”

Sicuramente, come si può notare dalla mia diplomazia, non potrò mai essere io quella nuova voce, ma credo che sia chiara la necessità di slegarsi dal “capo”, di rimettere in capitolo la propria voce, di partecipare più attivamente, con nuove idee, contro nuovi pericoli per le nostre libertà.

Anzi, in quest’ottica di allargamento e ampliamento del movimento, sull’onda del fare i conti col mondo che ci circonda (che noi lo vogliamo o no), i primi due centesimi ce li metto volentieri: smettiamo di parlare di “libertà” e cominciamo a parlare di “diritti”.

, , , , ,

Nessun commento

Complicare le cose parte 3

Ancora

, ,

Nessun commento

Complicare le cose parte 2

Seguono le magagne

, ,

Nessun commento

Software Libero in salsa Süd Tirol

Volendo ma solo volendo è possibile tentare l’innovazione, qua un esempio dall’ Alto Adige

Va a Paolo Zilotti il Free Software Award

Paolo Zilotti è il vincitore del Free Software Award 2011. Il collaboratore dell’intendenza scolastica italiana, che nel frattempo è andato in pensione, ha ricevuto il riconoscimento per i suoi meriti nell’applicazione e nella divulgazione del Software Libero. Zilotti è stato premiato nell’ambito della South Tyrol Free Software Conference il 18 novembre organizzata dal Centro Free Software & Open Technologies al TIS innovation park.
Va a Paolo Zilotti il Free Software Award

Paolo Zilotti

Il Free Software Award viene conferito ogni anno dal Linux User Group Bolzano-Bozen-Bulsan. La scelta del vincitore di quest’anno è ricaduta su Paolo Zilotti perché ha dato inizio alla migrazione delle scuole altoatesine di lingua italiana dal software proprietario al software libero ed è riuscito a concluderla in soli due anni.

Nell’ambito del progetto Free Upgrade in South Tyrol’s Schools (FUSS) le scuole di lingua italiana hanno sostituito tutti i sistemi software proprietari con Gnu/Linux. Inoltre sono stati effettuati degli investimenti nella formazione dei docenti relativamente a questo sistema operativo ed è stato messo a disposizione a docenti e studenti un gruppo di esperti che potesse aiutarli concretamente in questa fase. Attraverso il progetto FUSS sono stati coinvolti sulla tematica Software Libero 1600 insegnanti, 16000 studenti e 10000 famiglie altoatesine. «Questo esempio documenta come il Software Libero sia l’humus per la cooperazione e l’innovazione» afferma Roberto Bizzo, Assessore Provinciale all’Innovazione, durante la Free Software Conference. Un grande vantaggio della migrazione verso il Software Libero risiede soprattutto nel fatto che gli studenti da casa possono lavorare su Gnu/Linux e così non si creano problemi legali con le licenze.

«Grazie a Paolo Zilotti 83 scuole sono passate al Software Libero» afferma Paolo Dongilli, membro del Linux User Group Bolzano. «A buon diritto si può quindi affermare che Paolo Zilotti si è impegnato per l’applicazione e la diffusione del Software Libero, e che è un degno vincitore del Free Software Award» conclude Dongilli.

Nel corso della Free Software Conference è intervenuto anche il giornalista e scrittore Glynn Moody, che ha parlato di Open Innovation e Open Data. Inoltre sono stati illustrati dei Best Practice altoatesini relativi all’impiego di Software Libero. Il Software Libero non è un tema solo per specialisti del software, ma può entrare anche nelle piccole attività artigiane, come dimostra l’esempio del panificio Seppi di Corvara. L’intera amministrazione dei dati principali, gli appalti di fornitura e le fatturazioni avvengono attraverso Openbravo e i registratori di cassa funzionano con il sistema Linux. «Siamo molto soddisfatti del fatto che sempre più imprese altoatesine usino il Software Libero per riuscire a restare competitivi» afferma Patrick Ohnewein, Manager del Centro Free Software & Open Technologies del TIS innovation park.

,

Nessun commento

Complicare le cose

Quattro commenti di un esperto sul nuovo windows manager gnome3

uno
due
tre
quattro

visto e considerato che anche io sono un utilizzatore di gnome e in un prossimo futuro la mia distro linux passerà anche lei a gnome3 mi sono premunito con Awesome

:-)

, ,

Nessun commento

Installare linux, una guida utile

Sono un utilizatore di GNU/Linux, e a prescindere da tutto quello che viene detto finalmente ho trovato una guida introduttiva che può fare il gioco a tutti
Questa è imperdibile

:-)

, , , ,

Nessun commento

Sabato 22 ottobre 2011 Linux Day

Generale

Locale

, , ,

Nessun commento

seguito di “Fine di un ciclo… (purtroppo ?)” parte 2

Così, adesso il Firenze Linux User Group non possiede più il suo server, come avevo già in precedenza postato qua . Ci spostiamo su ILS che poi non sarebbe altro che la nostra casa,diciamo così naturale.
In pratica spostiamo le liste ed il sito web, ma poichè questa macchina “server” è in piedi da molto e questo LUG esiste dal 1998, tanti documenti ed altro sicuramente verranno, non perduti, ma accantonati negli HD e forse successivamente saranno perduti sul serio, peccato.

La considerazione da fare é che se prima il nostro “mantra”, scherzoso, era “IL FLUG NON ESISTE !!!” , ironizzando non troppo sul fatto che non è un gruppo strutturato come associazione, ma è la summa massima dell’informalità, adesso la perdità d’identità di questo LUG sarà totale.
A mio avviso senza il serverone, il soprannome del server del FLUG, (che giustamente come è stato detto non aveva poi così tanto ragione d’essere, nei tempi delle connessioni veloci….), dicevo senza il serverone la comunità perderà la sua identità e autonomia per cui….. molto probabilmente sarà una narcosi prima e una sparizione poi.
Spero vivamente di aver fatto una analisi sbagliata, però queste sono le premesse.
Certo continueremo a fare le nostre iniziative , ma il fatto di non avere un server “nostro”, penso che sia limitante, speriamo di sbagliarsi.

:-(

Qua sotto c’è il contratto sociale del FLUG Firenze Linux User Group, andrebbe riguardato anche perchè dopo 13 anni inizia un po’ ad essere vecchio e le condizioni sociali del web mutano di continuo.

Il Flug lavora per il software libero

Ogni realizzazione software del FLUG (programmi, documentazione, traduzioni e altro) sarà distribuita come prodotto libero, o free software. Consideriamo libero un prodotto rilasciato nel pubblico dominio o protetto da una licenza libera. Con licenza libera intendiamo licenze quali la GPL, LGPL, Artistic License e altre licenze che vengano approvate dal Pluto. Il nostro fine rimane comunque la possibilità di ridistribuzione del software senza vincolare ulteriormente gli utenti nel loro uso del programma. Linux è il nostro sistema operativo di riferimento, e su Linux impegniamo le nostre forze. Perché Linux trae la sua forza tecnica dal fatto di essere uno UNIX, la sua forza morale dal fatto di essere FREE.
Il FLUG è un organismo indipendente, moralmente affiliato al Pluto

Promettiamo di rimanere un gruppo indipendente, non legato ad alcun vincolo economico, politico o commerciale. Chiunque può partecipare al FLUG, senza distinzione alcuna, purché si interessi e collabori allo sviluppo di software libero. Ci impegniamo a mantenere il più possibile orizzontale la struttura del gruppo, limitando le gerarchie a quanto serva ad organizzare il nostro lavoro.
Tutti possono partecipare

Ogni progetto e attività del FLUG sono aperti alla collaborazione di chiunque, attraverso i mezzi che il gruppo e il progetto hanno a disposizione. L’associazione al FLUG si ottiene dall’adesione morale al presente contratto e dalla libera scelta di partecipare attivamente ad una delle attività del FLUG e/o del Pluto, nel modo che si ritiene più opportuno. La partecipazione ai progetti e alle attività del FLUG, è aperta a chiunque voglia o possa collaborare, senza vincoli di tempo e risorse. Gli unici vincoli che poniamo sono l’impegno a ridistribuire liberamente i lavori del FLUG e l’utilizzo di un modello di sviluppo cooperativo, nello spirito tipico dei lavori Linux.
Il nostro fine è usare proficuamente e creativamente i calcolatori

I lavori del FLUG sono guidati dalle esigenze degli utenti di calcolatori. Cercheremo di scrivere programmi e documentazione, o svolgere qualunque tipo di attività che risultino utili agli utenti Linux per aiutare a diffondere la conoscenza del software libero. Favoriremo inoltre il dialogo e, ove possibile, la cooperazione con gli altri gruppi, nell’interesse della Comunità Linux toscana. Non siamo contrari all’utilizzo commerciale di ciò che produciamo da parte di chiunque, purché tale utilizzo sia compatibile con quanto permesso dalla licenza adottata da ciascun prodotto. Per noi, usare proficuamente e creativamente i calcolatori, significa dare la libertà all’utente di utilizzare ciò che altrettanto liberamente viene prodotto. Per noi, usare proficuamente e creativamente i calcolatori, significa seguire i principi che questo documento descrive.

Si deve anche dire che il “lavoro sociale” nel FLUG, a parte i corsi a suo tempo fatti, non è più molto in auge, anzi ultimamente è di moda:
“Mi interessa questo ?”
“Si !!!”
“Allora mi sbatto per organizzarlo”

il resto è meno che ZERO (alla faccia dela condivisione alla comunità)

;-)
Un periodo significativo, per l’impegno sociale, poteva essere stato quando avevamo il server TOR ,che purtroppo ha creato solamente problemi ai singoli e non al gruppo in quanto tale; guarda caso i sostenitori più accaniti ed infervorati per il server di anonimizzazione TOR non sono mai, dico mai.stati responsabili a livello legale del servizio. I responsabili sono sempre stati altri che non erano così, fogati, ma sostanzialmente ritenevano il progetto giusto.
Insomma anche nel FLUG, come in tutte le comunità e gruppi più o meno formali, “i furbetti del quartierino” ci sono.
Per essere più esplicito, anche qua alcuni (meno male pochi):
“Predicano bene …e razzolan male”
oppure meglio sostengono la teoria
“Armiamoci….e partite !!!”
Per gestire un progetto sociale come la gestione di un nodo Tor, bisogna essere strutturati e compatti, e non un insieme di persone unite solamente da una mailing list di discussione sul software libero.
Dovevamo eventualmente coinvolgere persone che legalmente conoscevano il progetto, ma anche la gestione stessa delle configurazioni degli applicativi non è stata ASSOLUTAMENTE
trasparente, anzi è stata approssimativa e sconclusionata, errore del sottoscritto è di non aver saputo spiegare a sufficienza che potevamo continuare anche con questo progetto “delicato”,ma con una struttura ben diversa (qua son venuti alla luce le falsità e le ipocrisie comportamentali e caratteriali dei singoli). Bisogna anche aggiungere che la maggior parte delle persone che gravitano in questo gruppo sono molto positive, propositive e anche molto creative…..

Vabbè ormai è andata….perciò.

Chiuso anche questo capitolo…..

, , ,

Nessun commento

Fine di un ciclo… (purtroppo ?) parte 1

Nel giro di breve tempo il F.L.U.G. (Firenze Linux Users Group) non avrà più il suo server, nome di battesimo “Serverone”, per adesso stiamo valutando di migrare alcuni servizi su ILS “Italian Linux Society”, non sarà come avere un server tutto nostro a disposizione, comunque almeno il sito web del FLUG e le liste di discussione non andranno perse. L’ ISP che ci forniva gratuitamente
l’housing e la connessione, ha modificato le proprie politiche aziendali e non è più disposto a fornirci il servizio, d’altro canto il mondo cambia e forse non è più nemmeno il caso di avere un “macchinone” dove nessuno si connette e ci spippola. Soldi per tenerlo su annualmente non li abbiamo, anche essendo un gruppo, molto ma molto informale…. ma non molliamo. Ragguagli ulteriori nel proseguo della vicenda.

,

Nessun commento

Il FLUG vince le elezioni galattiche su Alpha Centauri !!!!

Finalmente possiamo dire che ce l’abbiamo fatta il FLUG , ha la maggioranza assoluta su Alpha Centauri e anche su altri sistemi e stelle come Betelgeuse per cui sicuramente dai prossimi giorni sarà deciso di smettere di dire stupidaggini come viene fatto da elementi alieni alla vita come questi alieni e i suoi falsi oppositori . Il nuovo presidente dei sistemi correlati a Alpha Centauri L.N. noto cultore del vino terrestre, molto probabilmente nominerà come staff dirigenziale membri di questa ditta , noti cultori del lampredotto , sicuramente un altro membro del futuro direttivo sarà uno dei fondatori del pluripremiato Zeppola Project …… come supporto tecnico di governo ovviamente si avvarranno del famoso esaminatore di questa struttura e anche dell’apporto di F3 ovviamente senza le pattine .
Aspettando i risultati delle europee e non il motto è sempre…… il FLUG non esiste !!!

Nessun commento

Un reading… sul mio .muttrc

Mi prendono in giro sulla lunghezza del mio .muttrc (solo 19.742 righe di configurazione, di cui più di due terzi che non servono … e dici poco …..)

allora mi sono messo a studiarlo (ovviamente a memoria) e mi sono anche agghindato all’uopo eccomi quasi pronto

mi sto preparando al reading sul .muttrc

mi sto preparando al reading sul .muttrc

, ,

1 Commento

una serata con il Sig. main.cf

devo smettere di darmi alle configurazioni alla mia età……
e meno male che ci sono dei santi, con tanta pazienza nell’ambiente del Software Libero……

, ,

Nessun commento